Keep it Terron

Rischio astensione per il cervello dei manifestanti

Sono capitato (ci sono andato appositamente, per puro masochismo) sulla diretta del corriere circa la manifestazione canora del PDL.
Quella del milione di persone che manifestava contro i fantasmi e se stessa.
Tutto era deliziosamente kafkiano.
C’era la gente che ballava, lo scemo del villaggio vestito da messicano, il presentatore che urlava SU LE MANI, le cover dei pezzi pop più in voga di sempre…
C’era un sacco di gente, eh? ma anche un sacco di zone transennate, di spazi vuoti, c’era Giuliano Ferrara. dai facciamo che ce n’erano 60mila. ottimo numero.
Ma voglio anche far finta di non aver visto le riprese aeree e voglio far finta che la legge sull’impenetrabilità dei corpi sia una di quelle robe inventate per buttare fango sul buon governo. Erano un milione di miliardi. E settecentomilaventiseiemmezzo. Brunetta compreso.
Non voglio credere alla storia della gente pagata per fare numero, quindi continuerò a pensare che c’era gente davvero convinta che il fallimento delle liste sia colpa della sinistra, che la magistratura rossa cerca di incastrare pretenziosamente Berlusconi e che il salottino dei polli che si scannano sia Annozero.
Una fotografia perfetta per dimostrare once and for all che effettivamente il Darwinismo qualche crepa deve averla, e forse la chiesa c’ha ragione: siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio. il Dio dei ritardati.
Comunque era bello vedere tutta sta gente che si dimenava con tutta l’esplosività che hanno i vecchi ad un matrimonio dopo il terzo secondo e senza la giusta quantità di alcool. ehhhhhhhhhhh.
Ma avevo letto su qualche giornale comunista che il PDL voleva fare una manifestazione per parlare esclusivamente di politica, quindi mi sono annoiato un po’ e ho preferito fare altro.
Ma non ce la facevo, volevo vedere, volevo sapere, ero pervaso dalla forza dell’amore che prevale sull’odio e sulle fettuccine scotte.
Così sono tornato a guardare un po’ di politica delle libertà.
Stavolta c’era Re Silvio che parlava, diceva delle cose e poi presentava uno dei suoi più leali alleati: Umberto Bossi.
A me Bossi da quando gli hanno asportato chirurgicamente mezzo cervello piace molto, mi affascina sentirlo parlare. Alcune parole erano mozzate verso la fine, alcune erano dette per intero, alcune erano dei semplici grrrowl e graabl e gruaaav. Ma in ogni caso, anche quando inanellava tre parole italiane di seguito (pensando: tiè Renzo, vedi come si fa!) il suo discorso non aveva alcun senso compiuto. E silviolo se la rideva felice. Ma il popolo delle libertà no, applaudiva felice annuendo col capo. Si, Bossi, si, qualsiasi cosa tu abbia detto siamo con te! W la politica!
Dopo aver assistito a questa scena di tenera senilità ho deciso di staccare ancora una volta, avevo bisogno di qualcosa di forte, chessò un Unicum, una bottiglia di vodka, due litri di diserbante…
Ma ritorno subito alla diretta e ascolto estasiato Don Silvio che parla ai suoi. Una serie di bla bla, quattro numeri a cazzo, sconfitto questo, risolto questo, fatto quest’altro, w la fica, il milan è secondo… e poi il capolavoro: SCONFIGGEREMO IL CANCRO.
Si, l’ha detto, lo giuro, l’ho sentito.
Quasi mi andavano di traverso le ossicine del bambino che stavo mangiando.
Ha detto che il governo, dopo aver sconfitto la mafia, sconfiggerà il cancro.
Ha già cominciato, per giunta. Tagliando i fondi alla ricerca scientifica, cacciando via cervelli e facendosi trapiantare capelli.
Poi magari sconfiggeranno anche tutti sti bambini che vogliono succhiare il cazzo ai preti, eh?
No, davvero, vuole sconfiggere il cancro. Col suo governo. Cioè, srsly, un politico che sconfigge il cancro. Cazzo ne so, gli offre Pirlo, un giovane della primavera e 25 milioni di euro? Gli affida il ministero della salute? Lo promuove effetto benefico?
Dai, porcoddio, come lo sconfiggi? diccelo che stiamo sulle spine.
Ma niente, non lo dice, e al suo posto abbiamo tutti i politici candidati alle regionali che dedicano una preghierina-giuramento a Silvio. Tutti insieme la recitano, uno spettacolo che fa rabbrividire.
Ho dovuto guardarmi tutta la filmografia di Sasha Grey per tornare in me.

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