Keep it Terron

La medicina mi fa perdere tempo

Stamattina sveglia all’alba per provare a fare ’sti benedetti esami del sangue che potrebbero finalmente farmi capire a cosa cazzo sono allergico (sapevate che gli allergici sono immuni alle zanzare?).

Provo all’istituto di via pace a Milano che mi hanno tanto consigliato.

In portineria mi dicono di andare in cassa ticket, in cassa ticket mi dicono di andare “oltre quella porta lì, prima fai gli esami poi vieni qui a pagare”, oltre quella porta lì una dottoressa inviperita mi dice che è stufa della gente che viene mandata da lei quando non sanno cosa dire: questo è il reparto immunologia non vede?!!11
Provo a spiegarle che mi manca ancora qualche esame alla laurea in medicina e che per me radiologia e dermatologia sono ancora la stessa cosa. Non è che sarebbe così gentile da indicare a sto bifolco dove minchia deve andare per farsi tirare il sangue?

Niente da fare, la vipera è incazzata e mi manda a quel paese. Così chiedo alla prima sottospecie di infermiera che trovo. Che mi dice che no, qua non li fanno i prelievi, l’ho percaso letto da qualche parte? perchè la gente non si informa prima di stressare il personale?

Cara sottospecie di infermiera, sono sveglio dalle 7 di stamattina, non ho ancora fatto colazione e se non mi dice subito dove posso effettuare sto benedetto prelievo le faccio uscire tutta la sabbia che ha nella vagina dagli orefizi del naso. Understand?

Finalmente riesce a sibilare un “i prelievi li fanno al Devoto, deve andare al Mangiagalli!”
Eh? Devo andare al Devoto o al Mangiagalli? E, sopratutto, in quale nazione si trovano di grazia?
Occhi al cielo e finalmente mi indica la strada giusta da fare.
Pensa, fantomatica infermiera, che se me lo diceva mezz’ora fa Dio evitava di uccidere dieci tenerissimi gattini.

Arrivato al punto indicato dalla gentilissima di prima, mi ritrovo in una specie di città di ospedali: ce ne sono millemila e ci vorrebbe il tom tom per districarsi fra i vari reparti e padiglioni.

Mi guardo bene dal fermare qualsiasi personaggio in camice verde o bianco (salumieri compresi) e provo un pò a chiedere a vecchie rompicoglioni e suore timorate di dio. Dopo un ping pong fra un lato e l’altro dell’isolato e dopo svariati km riesco a trovare la sala prelievi.
Dopo essere uscito di casa alle 7, guardo l’orologio e sono le 9: almeno ho trovato il posto!

Prendo il mio numerino e scopro con felicità, gaudio e contentezza che sono il numero 156, il numero 71 sta ancora bestemmiando allo sportello ticket. Perfetto.

Augurandomi che la morte per shock anafilattico debba fare la stessa trafila prima di trovarmi, giro il culo e decido di andarmene in ufficio. Ovviamente non prima di beccare un negro di merda uomo di colore che mi chiede 5mila euro per un ospedale in Abissinia. Ma non è che devo dargli proprio 5mila euro basta un’offerta qualsiasi, la signora di prima gli ha lasciato solo 50 euro.

Provo a spiegargli che è un coglione totale se pensa che io possa lasciargli anche solo due eurs, devo lavorare in miniera tre giorni io per arrivare a 50 euro. Ma impietosito dalla sua faccia: “comprati una ferrari in meno e aiutami a salvare la vita di qualche povero innocente” mi calo una mano in tasca sicuro che con gli spiccioli che ho non arrivo neanche a 50 cents… con la morte nel cuore scopro che sono 8 euro: se li prende. Tutti.

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