Keep it Terron

Ora e adesso

 

Entrò in bagno con una strana sensazione di orrore addosso.

Girò la manopola dell’acqua fredda e osservò l’acqua per un po’; l’orologio con i pesciolini indicava le 5 del mattino, e dalla finestra entravano le prime luci dell’alba.

Infilò le mani sotto il getto dell’acqua ghiacciata e si sciacquò al volo la faccia.

Non si accorse che l’acqua diventava rossa.

Guardò in camera sua e vide sua moglie che dormiva, anche suo figlio dormiva come un angioletto. Amava quel bambino.

Di nuovo quella sensazione di terrore, cominciava a dargli al cazzo.

 

Scese in cucina e accese la macchinetta del caffè, aprì l’ultima scatola delle cialde e imprecò contro se stesso.

Tutte le volte così.

Si ricordava sempre per tempo di rifare l’ordine per non rimanere senza caffè, ma arrivato al momento di pagare on-line si ricordava che doveva ricaricare il suo conto paypal e si fermava lì. Completando l’ordine quando era oramai troppo tardi e il caffè era finito.

Trangugiò quel liquido nero e amaro e si sentì molto meglio.

Accese il portatile e si collegò al sito del corriere per leggere le ultime notizie.

Ignorò politica e religione, non si capacitava di come la gente potesse dare importanza alla chiesa, cazzo di barbari.

Il resto era un mix del solito: sparatorie, assassinii, pirati della strada… che cazzo di mondo stava lasciando a suo figlio? E poi la crisi. La Crisi! Lui aveva il culo parato se ne sbatteva le palle della Crisi.

Chiuse il portatile e non si accorse che l’aveva macchiato, sembrava refrattario al rosso stamattina.

Guardò l’orologio del microonde, erano le 5:30, l’orario giusto.

 

Andò in salotto e aprì il mobile con gli alcolici. Non era un gran fan dell’alcool, ne avevano un pò giusto per gli ospiti.

A lui bastava un Montenegro ogni tanto mentre guardava The Club con sua moglie su All Music. Odiava la TV e la merda che passavano, ma quel programma era una genialata, adorava passare il tempo ad insultare la gente con sua moglie, e quel programma era una vetrina per sfigati.

 

Spostò il Curvoisier e prese il pacchetto di sigarette che teneva nascosto lì, aveva smesso di fumare ufficialmente da un anno, non voleva che sua moglie scoprisse che aveva ricominciato, quindi si svegliava sempre all’alba per il suo piccolo rituale a base di sigarette e menzogne.

Il pacchetto era unto e la sigaretta era molto umida, che ci fosse una perdita dietro al mobile bar?

Osservò il pacchetto ed ebbe un flash: era nella sua mercedes, il tachimetro segnava 170 e continuava a salire, stava fumando e batteva i palmi delle mani sul volante, aveva 4 striscie di cocaina in corpo. Stava piangendo.

 

Si avvicinò alla porta d’ingresso per andare in giardino a fumare, guardò le macchie che aveva lasciato sulla maniglia ma ancora una volta non ci fece caso.

L’aria gelida del mattino gli diede uno schiaffo in piena faccia, il sole stava sorgendo, l’aria pungeva ma stava nascendo una giornata bellissima, ne era sicuro.

Ancora un flash: era in camera sua e sua moglie era sulla porta, non l’aveva mai visto tirare cocaina, non in camera loro con il bambino in giro, cazzo! era sconvolta.

Lui la prese per capelli e la gettò sul letto, aveva in mano la sua pistola.

Non sapeva ancora per quale motivo l’aveva comprata, si era fatto intortare dal suo amico che continuava a dire che tutti questi immigrati stavano rovinando l’italia e bisognava farli fuori tutti, prima che loro lo facessero con noi.

Sparò due colpi a sua moglie, un po’ di sangue gli schizzò in faccia.

Subito dopo la baciò, ma le sembrava fredda, distaccata, che le cose fra loro non funzionassero più? Aveva smesso di scoparsi la sua segretaria, amava troppo sua moglie, ma guarda un po’ sta troia come lo ripagava!

Uscì dalla camera e vide suo figlio che lo guardava con gli occhi sbarrati.

Era innamorato di sua moglie, ma amava suo figlio più di ogni altra cosa.

Ancora un flash: aveva un coltello da cucina in mano e il corpicino di suo figlio giaceva inerte sul suo lettino. C’era sangue ovunque.

 

Tirò una boccata dalla sigaretta e guardò le luci delle volanti che si avvicinavano a sirene spiegate, si sentiva svuotato, distante.

Avverti a malapena il freddo delle manette che si stringevano attorno ai suoi polsi, non c’era più. Continuava a balbettare che la sua banca era fallita, non aveva più un lavoro, non aveva più nulla.

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