Il migliore amico di me stesso da quando sono nato
Non ho mai avuto un migliore amico. L’ho sempre ritenuta una cosa da ritardati o da film. E non credo di vivere in un film, sarebbe un film di merda. Come quelli che mi guardo ogni tanto e alla fine mi dico che non sono normale, che cazzo di film mi guardo? Perchè li fanno? Credono davvero che qualcuno ne sia davvero interessato? Siete scemi?
E insomma, non avendo mai avuto un amico di riferimento, di quelli che gli lanci un sasso alla finestra della cameretta, ti fa salire e gli racconti del tuo amore impossibile per la ragazzina bionda della quarta c per sentirti dire che fa cacare o che quella ragazzina bionda di cui tu sei segretamente innamorato se la sono fatta tutta la squadra dei Broncos del ’76.
Per evitare tutto questo le cose me le raccontavo a me stesso.
Che almeno ho quasi sempre condiviso gli stessi gusti, e se la ragazzina bionda della quarta c mi sembra adorabile sono d’accordo anch’io. Ci sta.
Anche se certe volte non vado a dormire finchè non mi racconto nei particolari che cazzo c’ha questa che mi piace così tanto. Non sono d’accordo, smettila Clà. Non fa per te.
E ho sempre passato un sacco di tempo a raccontarmi cose che non ho mai detto a nessuno, cose che non sempre sono davvero interessanti, ma non sono mai stato un amico ipocrita, e spesso succede che mi mando a cacare, certe stronzate mi annoiano e me lo dico tranquillamente senza molti giri di parole. Voi ce li avete amici così sinceri? Eh?
Che poi me ne sono sempre reso conto, sono una brutta persona e l’ho sempre ammesso, ma con me stesso ci vado sempre d’accordissimo. Abbiamo sempre delle idee bellissime.
Quand’ero piccolo, ad esempio, mi piaceva organizzare campionati di calcio che duravano settimane nel corridoio di casa di mia nonna. A mio cugino non piaceva il calcio, mia sorella era femmina, e quindi dovevo fare sempre tutto da solo.
Mi scartavo, mi paravo certi tiri sotto l’incrocio dei pali che ciao, segnavo goal impossibili da fuori area nonostante fossi il portiere più bravo di tutto il campionato, ero l’idolo di tutta la tifoseria che era composta da almeno 50/60mila claudio seduti sugli spalti.
E non vincevo sempre, eh? Ricordo che dopo essere stato capocannoniere per tre stagioni di fila ho avuto una grossa crisi durante un campionato in cui la mia squadra era in difficoltà. La tifoseria mi contestava tutte le partite, scendere in campo la domenica era un incubo. Ma la partita più importante, quella giocata contro gli odiatissimi rivali della porta del bagno, la vinsi segnando una tripletta che ancora mi mette i brividi. I tifosi ripresero ad amarmi, il mister mi disse che sapeva che non lo avrei deluso, la squadra mi portò in trionfo. Fu un momento bellissimo.
Non come quando giocavo nell’ASC Cisternino con compagni di squadra non all’altezza e il mister che mi teneva sempre in panchina. Pfui. Facevo bene a giocare da solo.
E per fortuna mia nonna mi odiava abbastanza per il semplice fatto che giocassi a pallone, tanto da non accorgersi che c’erano 22 uomini in campo, più arbitri e guardalinee, massaggiatori, raccattapalle e 100mila tifosi tutti formati da me stesso. Mi avrebbero chiuso in un manicomio. E lei mi avrebbe dato un sacco di mazzate, se da solo le distruggevo tutti i fiori, chissà che cazzo poteva combinare tutta quella gente!
E la sera mi raccontavo delle partite, dei goal, dei falli bastardi dei difensori avversari. Come cazzo faceva l’arbitro a non accorgersene? Cornuto di merda.
E insomma dopo tutti questi anni siamo ancora ottimi amici, io e me stesso, continuo a raccontarmi tutto e nonostante spesso ci litigo perchè sono un coglione poi facciamo sempre pace.
E non lo so se è come quando guardavo fuori dal finestrino del pullman e immaginavo che c’era un nano che mi seguiva e correva veloce come il pullman stesso, e saltava i muretti a secco, le colline e le case; ma ogni tanto cadeva e non lo vedevo più, ma poi eccolo lì che ritornava. Era sempre lì a seguirmi.
E una sera ero ubriaco o mi ero fatto un paio di canne o boh e lo raccontai ad una mia amica, che mi disse che faceva la stessa cosa.
Allora capii che eravamo fatti l’uno per l’altra, che era amore sicuro, voglio dire, anche lei immaginava il nanetto che la seguiva, che cazzo. Se non è un segno questo!
Ma c’era pure un mio amico che mi disse che si, insomma, pure lui lo faceva spesso.
Cristo santo, vedi? Faccio bene ad essere il mio migliore amico e a non raccontarle a nessuno certe cose.
Commenti
Allen Walker ( http://www.vikingblog.splinder.com → )
Anch'io. Tutto quello che hai scritto (pure il nano, anche se il mio era un ninja).
Veronica
Tesoro, aspetta una decina di giorni e poi so già che non riusciremo ad addormentarci prima delle tre per tutte le cose che avrai da raccontarmi...che tu non parli con nessuno, ma alla fine hai una voglia matta di raccontare le tue cazzate a qualcuno per compiacerti...
Ed inoltre, anche se sono una "femmina" e a calcio non ci so giocare, ogni tanto avrai giocato anche con me, sopra il pozzo di casa segnando nella cuccia di spruzzetto...e a me piace giocare a calcio!!!
Barbara ( http://www.webalcioccolato.com → )
Sarà dalla terza media che non ho migliori amici
kiuz ( http://www.pillsofbits.com → )
Quoto pienamente.
Non ero io quello che seguiva il pullman! ahahah!
giuseppe1 ( http://www.89ff.com/ → )
ottimo blog
Andrea ( http://www.divertirsi-online.com → )
Un articolo interessante
Kay
Bell'articolo, sono d'accordo anche io.. Non ce migliore amico che se stessi! :)
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