Keep it Terron

Fare le cose dei grandi

Dopo soli 4 anni di ardentissimo desiderio e profondissima pena ho messo finalmente le mani su un destriero meccanico a due ruote.
ho comprato una neked 650cc che non vi dico il modello perchè basta che lurkate moar.
Io non ci capisco ancora un cazzo di moto, ma chi me l’ha venduta pare l’abbia amata almeno quanto me, e dopo 3 anni di vita e 16mila km è ancora come nuova nuovissima.

Sono andato a prenderla venerdì scorso, con l’esperienza alla guida della moto che ha mio fratello con l’uso dell’italiano, berlusconi con l’apprezzare il lavoro della magistratura, il milan con il vendere i grandi campioni in piena attività ecc ecc. (avevo fatto due guide appena, di cui una era per insegnarmi quali sono le ruote e qual’è il muso)
Gallarate-Milano non è lunghissima, ma sono comunque più di 40km che sono tantissimi per chi al massimo ha portato un 50ino in vita sua.
Così mi ci sono accovacciato affianco come fa valentino rossi prima della gara e gli ho detto che gli tagliavo il tubo della benzina se non mi portava a casa.
E siccome lei l’aveva già fatta la strada, doveva anche darmi indicazioni chè io sapevo giusto che dopo Gallarate c’è Legnano.
La motoretta mi dice che ha capito e siamo d’accordo che lei è la più figa ma io comando e pago da bere quindi faccia poco la fessa e tutto andrà per il meglio.

Le indicazioni per uscire da Gallarate che mi ha dato il ragazzo che mi ha venduto la moto (che salutiamo perchè ci legge da casa chè il mio blog piace a tutti proprio come bob marley (cit.) ) erano semplicissime; pronti-via e sbaglio strada facendo nuovamente il giro dell’isolato e ritrovandomi al punto di prima.
Vabè può capitare. sono nuovo del posto.
Insomma, a farla breve ci ho messo il doppio del tempo per fare la strada di ritorno, posso vantare di aver fatto affogare e spegnere la moto 31 volte per colpa di altrettanti semafori, di aver sbagliato strada in paesi come Castellanza e Olgiate Olona e di aver fatto svolte, controsvolte e inversioni a U sulla strada del Sempione che è tutta dritta fino a Milano.

Ah si, nel mio top score c’è anche una partenza impennando per aver dato troppo gas in partenza. Che poi vi è da scrivere un romanzo sul fatto che se parti impennando perdendo come minimo altri dieci anni di vita, la prima cosa che ti viene in mente di fare è accelerare ancora di più per fare passare in fretta questo sciagurato momento: ma sono rimasto in sella e casey stoner mi fa una pippa NO HOMO.

Arrivato a Milano ho sperimentato al volo la pazienza e la gentilezza che hanno i medeghini al volante: scattato il verde non avevo il tempo di mettere la prima che in dieci suonavano per dirmi di partire. E NON LO VEDI CHE SONO UN IMBRANATO DI MERDA, CHE LA MOTO SI E’ SPENTA E CHE SE CONTINUI A SUONARE COME UN COGLIONE TI LANCIO IL CASCO E ME NE TORNO A CASA PIANGENDO?
A PIEDI.

E niente, con mia grande meraviglia ho scoperto che so orientarmi alla grande dentro milano e non ho ancora sperimentato quella sensazione che ho provato tutte le volte che ho preso la macchina dentro sta cazzo di città che faceva si che io mi ritrovassi in zona fiera o san siro anche se volevo fare da san babila a porta venezia…

Inutile parlarvi di quanto siamo fighi io e la mia errina in completo nero che tutte le regazzine trattengono il fiato quando ci vedono passare rombando (chiedete a gianni pierino com’è quando con un colpetto di acceleratore passi da 20km/h a 70 in mezzo secondo che ti sembra che stai per volare).

Come lunedì che arrivo a lavoro e parcheggio la moto davanti ad Intimissimi.

C’erano le commesse che mi guardavano che sicuro volevano fare sesso selvaggio a 170 in autostrada, lo conosco bene quello sguardo; viziosette.
Allora fermo la moto, metto in folle, mi tolgo il casco lasciando che il vento mi scompigliasse la chioma, sposto la moto un po’ più avanti che era troppo in mezzo al marciapiede, becco un mattoncino fuori posto, la ruota si blocca, la moto si sbilancia, 200 kg sono tanti e cadiamo come due coglioni da fermi. Io faccio a tempo a spostarmi e resto in piedi, la moto si sdraia esponendomi al pubblico ludibrio.

Ho temuto di dover chiedere aiuto alle commesse di intimissimi per rialzarla.

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