Keep it Terron

come quella volta che saltai il catechismo per andare a scoppiare petardi assieme agli sconosciuti

Ricordo che una volta ero un bambino anche io. Un bambino come tanti: stupido.
Abitavo in campagna e l’unica strada che conoscevo era quella che dal paese portava a casa mia. La facevo a piedi almeno una volta al giorno, che mamma e papà lavoravano e nessuno poteva venirmi a prendere.
Se c’era una cosa che mi stava sul cazzo era il catechismo, dove ragazzi poco più grandi di me pretendevano che credessi a delle storielle pallosissime raccontate in un libro, e mi obbligavano ad imparare filastrocche che continuavano a chiamare preghiere (e io sapevo bene che le preghiere non funzionavano un cazzo visto che ogni volta che pregavo papà di comprarmi le figurine lui mi ignorava proprio come fa Dio quando lo si pregava tutti assieme a messa. da tipo 2mila anni a questa parte).
Io le preghiere non le ricordavo e quando andavo a confessarmi dal prete e mi diceva “ora recitiamo assieme l’atto di dolore” io imbrogliavo e ripetevo solo le finali delle parole come quando canti le canzoni nuove assieme alla radio.
E insomma una delle tante volte che mi portavano a catechismo e io invece andavo a farmi i cazzi miei in giro per il paese conobbi due tizi di cui non ricordo assolutamente nulla – e che per comodità chiameremo Il Gatto e La Volpe – che avevano pressappoco la mia età ma uno street knowledge decisamente superiore al mio (che sarebbe come dire che tizioqualsiasi® ha più conoscenza specifica di fatti di scuole di MaryStar LittleGelmo).
Insomma sti due angeli della strada mi accolsero fra le loro ali protettive e mi portarono in giro per il centro della mia città a fare bagordi proprio come nostra madre chiesa ci insegnava che era sbagliato.
I bagordi complessivamente comprendevano (ed erano limitati a) racimolare moneta sonante per acquistare trick-e-track-e-bombammano che avremmo fatto brillare in seguito per le vie del centro storico, una piccola intifada spontanea per manifestare il mio personale dissenso verso l’autorità e la costrizione ad aderire ad un culto autoproclamatosi Superiore.
Imparai a fare esplodere le miccette tenendole in mano come i miei nuovi amichetti mi avevano insegnato, imparai che queste differivano grandemente dai miniciccioli che andavano sfregati contro la minerva e poi lanciati lontani e potevano – ma attento che è pericoloso – essere ripresi e rilanciati in caso il cappuccio rosso fosse ancora intatto e non fossero esplosi, ma, soprattutto, per la prima volta in vita mia vidi ed adoperai un Magnum: il sogno proibito di tutti i ragazzini.
Questo pomeriggio passato ad imparare sul campo cosa si può fare e cosa no, con esempi pratici, mi insegnò che era molto più divertente fare il cazzone in giro che andare a catechismo.
Poi però, l’attuale sindaco del mio paese – amico dei miei genitori – telefonò a casa per avvisare che ero stato visto in giro a gozzovigliare lanciando petardi e la storia finisce, come di consueto, con una saccagnata epocale di mazzate.

Commenti

La tua opinione