Keep it Terron

ai medici gli voglio bene, invece, ma non mi servono a un cazzo

Stamattina mi sono svegliato di buon ora (ahah, che spiritoso che sono) e ho deciso che basta, dovevo prendere il coraggio a due mani e chiamare il comodo numero messo a disposizione dal comune per chiamare il centro unico per Il servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) .

Così ho fatto, e, dopo soli dieci minuti di attesa, una cortese voce automatica mi ha detto che presto mi avrebbe risposto un medico specializzato per chiedermi età, patologie, disturbi pregressi e futuri, se avevo avuto la varicella, il morbillo, l’AIDS, la SARS, l’aviaria, come mi sentivo, tutto a posto al lavoro? e a casa? la mamma sta bene? stai scopando? che problema hai? come pensi di risolverlo? e alla fine mi ha risposto SIGNORINELLO, IL MEDICO QUI SONO IO, SE CREDE DI ESSERE MIGLIORE SI CURI DA SOLO
ed ha attaccato.

Un po’ sconvolto ma per niente scoraggiato ho riattaccato e ricomposto il numero per scusarmi della mia maleducazione con la voce registrata, ma a sto giro mi risponde prontamente una persona vera che mi chiede nome ed età, cosa voglio, mi corregge un congiuntivo, mi chiede se sono italiano e mi dice di recarmi al centro di continuità assistenziale più vicino a casa mia.
Mi faccio uno shot di vodka per prendere corraggio e mi incammino speranzoso verso il presidio ospedaliero indicatomi.

Per fare le cose per bene e non sentirmi dire parole faccio anche il biglietto del tram: pacchetto completo.

Arrivo nel posto e un gentilissimo signore mi chiede che cazzo voglio e se ho prenotato, gli rispondo misurando i congiuntivi e mi fa accomadare in sala d’aspetto perchè il medico è temporaneamente indaffarato con uno specialista.

Così passo un quarto d’ora buono a leggere i test anonimi lasciati dagli altri pazienti, e ascolto il medico e lo specialista parlare di figa, milan e LA GRISI CHE CI TOGLIE IL RESPIRO.
Ad un certo punto lo specialista esce per pisciare e il medico mi fa accomodare chiedendomi scusa e assicurandomi che stavano discutendo di cose importanti.

Io per non essere da meno gli dico che sono terrorizzato alla sola idea che Kakà possa lasciare il milan e mi dico rammaricato per il fatto che egli debba lavorare in questa giornata importantissima per la nostra nazione e per il popolo italiano antifascista.
Lui non mi risponde ma mi guarda come per dire: m’importa na sega a me.

Gli dico che ho bisogno prima di tutto di un certificato di malattia e attendo altri dieci minuti buoni mentre il dottore discute al telefono con una signora circa l’evenienza o meno di estrarre un fecaloma da una paziente e parla amabilmente con la stessa di gas intestinali.
A quanto pare tutti i medici che ho consultato in vita mia adorano i fecalomi, i gas intestinali e infilare le dita nel culo alle vecchie (potete trovarne letteratura alla voce Grannies nei più importanti siti pr0n) .

Così per scongiurare il pericolo penso di raccontargli di quella volta che ho fatto una scorreggia gigante in classe dando la colpa al mio compagno di banco, ma lui mi anticipa e mi dice che sono un povero coglione.

E per fortuna che lui è giovane e con la GRISI CHE CI TOGLIE IL RESPIRO non vuole farmi perdere il lavoro, perchè il certificato di malattia va fatto prima, non dopo la malattia.
Così gli chiedo se a scuola di medicina gli insegnano delle tecniche avanzate per calcolare in anticipo le robe, perchè a me lo chiedono spessissimo quanto tempo ci vuole per fare un sito, e io non so mai rispondere… provo ad indovinare.

Vabè, mentre mi compila il certificato di malattia sottolineando il fatto che siamo giovini uguale e che non devo farne parola con nessuno perchè è una cosa sbagliatissima (io già pensavo al titolo da dare al post) io gli dico che in realtà sono venuto per un altro motivo più importante, e che in realtà io non ci volevo venire per gnente perchè a me i medici non mi interessano, ma c’è chi mi ha obbligato pena niente più cene o passaggi o prestiti di saccoapelo ecc..

Ma a lui non interessa e continua a parlarmi del fatto che lo fa giusto perchè gli sto simpatico e perchè capisce che è un momento di crisi in quanto lui anche è giovane.

Al che gli dico che porcoddio, va bene, io ho la metà delle disgrazie di questo mondo, ma ho solo 25 anni e non ho i capelli bianchi, o la pancia che straborda sulla scrivania o il fiatone a parlare al telefono, e che, anzi, quando esco di qui vado a fare 40 minuti di jogging così gli faccio vedere io.
Vedendolo un po’ dispiaciuto e non sapendo che dire gli spiego che non dormo da 16 giorni e se perfavore può darmi qualcosa per farmi dormire, tipo chessò, della Ketamina o un po’ di ganja buona, o degli oppiacei sottobanco…

Lui spazientito mi dice che non sarà lui a iniziarmi agli psicofarmaci e di risolvere i miei problemi che non mi fanno dormire.

Io gli dico graziemille capitan ovvietà, ma siccome che ho letto su uichipedia che non dormire per qualche giorno di seguito fa malissimo, e che io non dormo un cazzo da 16 interminabili giornate, e che la valeriana non mi aiuta e manco la melatonina e manco la camomilla e manco un cannone di nero afghano e manco una paio di decine di seghe della buonanotte… insomma, psicofarmaci non ne voglio manco morto, ma sei un medico, perdio, sono venuto apposta…

Ma lui niente, mi ricorda che non devo fare parola con nessuno per il certificato medico e mi augura una buona giornata.

Commenti

La tua opinione