Ok, volevo solo prendervi per la gola, dei duomi in faccia a berlusconi non me ne fotte un cazzo. PURTROPPO non c’è nessun clima d’odio, non c’è nessuna folla che si scatena contro berlusconi, non c’è nessun mandante morale, non c’è nessun tipo di reazione. l’Italia è in coma. mi state ancora tutti pesantemente sul cazzo.
Ho letto insospettabilissimi dare il loro appoggio morale a berlsuconi, chè la violenza è il male, non risolve niente, bla bla bla, andatevene affanculo.
Ho notato, invece, che siamo oramai in fase pesante di escavazione, tutti sudati e affannati a scavare con le unghia verso l’abisso e oltre. Con certa gente, che in una situazione normale dovrebbe al massimo tirare da terra con la lingua le cicche di sigaretta che butto per strada, che ci piscia in testa tutta compiaciuta.
Gli anni 00-09, ben definiti dalla prima cifra, ci hanno offerto il peggio del peggio, verso l’infinito e oltre. E non basta che qualche “mandante morale” ci ricordi certe frasi e certe esternazioni facilmente reperibili da qualsiasi cittadino con un cervello non ancora attaccato completamente dal virus del coglionedimmerda.
Dalle torture alla Diaz, alle manganellate in diretta tv ai ragazzi che manifestano, ai giochini di partito “affonda l’immigrato”, ai vari “morite ammazzati”, “froci dimmerda”, “coglioni del cazzo” e altre gag prese dai cinepanettoni della premiata ditta Boldi - De Sica.
Quanta violenza c’è e c’è stata nelle sistematiche dichiarazioni xenofobe della lega? Quanta violenza c’è e c’è stata nelle parole dei leccaculo di turno in difesa del signor b? Quanta violenza c’è e c’è stata nelle crociate degli anni duemila in difesa della porcoddio di religione cattolica? Quanta violenza c’è e c’è stata nella precisa strategia di repressione di qualsiasi tipo di dibattito che spiega coi fatti e con la logica che quanto dicono gli esponenti della maggioranza NON PERFORZA deve corrispondere a realtà?
Quanto cazzo siamo caduti in basso se permettiamo a chi ci rappresenta di poter dre che i gay sono malati? che la pillola del giorno dopo è un assassinio bello e buono legittimando gli insulti della parte più stupida e violenta di questa terra che chiamiamo Italia?
Dov’è finito lo spirito di resistenza che ha portato in piazza col muso fiero, la testa alta e il cuore gonfio di orgoglio parte dei nostri genitori?
Gente che era semplicemente giovane e non accettava di fare da spettatrice inerme alla castrazione dei prossimi 50-60 anni della PROPRIA vita.
Il fatto che c’è chi ha proposto IL CARCERE per chi scrive interventi di questo tipo sulla rete e che ci siano ottime possibilità che ci provino in tutti i modi a trasformare la proposta in legge mi ha convinto che le cose da fare sono due: andarsene o farsi smussare una minima i lobi frontali. Che tanto i fatti, la ragione, il confronto e la tolleranza non sono più tra noi da molto prima che questi decennio zero volgesse al termine.
Poi c’è sto tizio, no?
Amministratore di salcazzo, rettore di staminchia privata, un sacco di soldi.
Ha questo figlio maraviglioso: idealista, figo, cristiano, alto, biondo, con gli occhi azzurri, eccelle negli studi, salverà il mondo.
Papino ci metterà due secondi a preparargli il posto al calduccio nell’olimpo della gente che conta.
E invece no.
Gli consiglia vivamente di scappare via dall’italia. Paese di merda.
Perchè non c’è speranza, non c’è futuro. Qua la gente che vale finisce a rispondere al telefono nei call center, nonostante le tre lauree sul groppone.
Mi dispiace tanto figlio mio, so che vuoi rimanere tantissimo perchè ami questo paese dalle luminose radici cristiane e vuoi essere uno dei fautori del cambiamento, ma non rischiare. Non è paese per giovini.
Ayo, porcadiquellatroia (cit.), e io che sono una persona normale che come tanti ha un padre che al massimo può augurarmi ogni bene con tutto se stesso? Sono fottuto?
Ho vagliato attentamente le opzioni a mia disposizione e la mia scelta è ricaduta su uno schianto a 200 all’ora con erbina (mi schianto su una caserma a caso, così mi pigliano per terrorista islamico e se dall’altra parte c’è Allah mi becco le 72 vergini) o il taglio delle vene dei miei polsi per via longitudinale.
Ho pensato, quindi, di mandare una lettera a mio padre per spiegargli come stanno le cose e scusarmi se non ho finito l’università , se non ho fatto i concorsi per fare il controllore di volo e se me ne sono fregato delle liste per entrare a fare il tecnico di salcazzo nella scuola pubblica. Posto fisso dicevano. Bella lì Brunetta.
Avevo pensato di fare anch’io le cose in grande e la lettera mandarla a Repubblica, boh, magari ci mettevo in fondo “Repubblica mandalo” come con gli sms su video box o come cazzo si chiamava. Specificando in maiuscoletto BERLSUCONI INFAME. Che repubblica esce pazza per sta roba.
Ma mi sono ricordato in extremis che io un lavoro ce l’ho, sono piuttosto bravo, mi trovo decisamente bene e comunque se decidessi di andarmene all’estero per poter sparlare meglio del governo italiano mi prenderebbero in braccio.
Ma nonostante ciò (che, grazie Gesù per te non chiodi ma viti autofilettanti (cit.), mi ha risparmiato di schiantarmi con erbina, chè io la vasca per tagliarmi i polsi non cell’ho) mi fa incazzare che sta faccia di cazzo si metta a fare il rivoluzionario coi cuscini di cashmere.
Ma come stracazzo stanno messi? Perchè dobbiamo sentirci presi per culo a tutti i livelli?
Tutto condivisibile, per carità, ma stiamo parlando del figlio di un ex direttore rai, del rettore di una delle più famose università private italiane.
Voleva fare il simpatico? agitare le folle? il comunista come il camerata Fini?
O forse s’è adattato al trend e ha promesso posti a troie e leccaculi come va di gran moda adesso e quindi al suo figliolo non sa più dove cazzo metterlo?
Sto stronzo, non poteva laurearsi prima?
Feccia della feccia, mangiatori di merda, moralisti senza morale né dignità, poveretti con l’abito da sartoria, alienati dal popolo, dalla vita, ignoranti senza pudore, putride larve striscianti, proibizioniti imbarellati favorevoli all’anti-doping comunicato in anticipo, scopatori di minorenni, puttane, omofobici con la passione per il cazzo con le tette, difensori delle radici cristiane di sta ceppa di minchia, pluri-divorziati che credono nel sacro vincolo del matrimonio, seguaci di un cazzo di rito druido che parlano di italia che vuole il crocifisso, non possono scopare nè sposarsi e parlano di come dev’essere la famiglia, masturbarsi è peccato ma scoparsi i ragazzini è permesso, ti impediscono di morire quando sei una porcodio di larva da 17 anni ma non fanno uno stracazzo di niente MENTRE sei una porcodio di larva da 17 anni, riducono le famiglie sul lastrico grazie alle loro leggi sconsiderate ma ti urlano di vergognarti se vuoi abortire, medici che invocano l’obiezione di coscienza quando sono chiamati a fare il loro dovere, come se l’autista della 42 domani saltasse la mia fermata perchè “questo quartiere non mi piace, mia moglie non vuole”.
Abbiamo la giornata dedicata “ai nostri ragazzi delle forze armate”, quelli che ci difendono prendendo la mira a due mani in autostrada sparandoci mentre dormiamo, quelli che ti arrestano perchè hai addosso 20g di fumo che ti durano manco due settimane grazie alle loro leggi figlie dell’ignoranza più totale, del perbenismo più becero e della sudditanza allo stato governato da quel tedesco ex ss coi capelli bianchi e le scarpe di prada. Ci arrestano e ci ammazzano a furia di botte senza processo nè difesa. E vengono difesi a spada tratta dallo stato infierendo in maniera allucinante sulla vittima deceduta. Quelli che ti rinchiudono in una scuola e ti torturano per giorni interi come se fossimo in una dittatura di qualche stato africano. Gabbo, Aldrovandi, Cucchi, la Diaz, li mortacci vostri.
E propongono la giornata della memoria per degli assassini in nome di una democrazia che non abbiamo neanche noi che crepano come stronzi lontanissimi da casa inseguendo una stipendio mensile pari a 5 dei miei. Ma loro sono “migliori di tutti noi”. Facce di cazzo io non sono mai andato a casa di nessuno col fucile e la mimetica per fame di danaro. Io che non credo nel vostro Dio e nelle vostre regole prese da un libro che voi stessi avete scritto, io che non vado a mangiare il corpo di nessuno e bere il sangue di nessuno la domenica, che non ho bisogno di entrare in uno stanzino con un pedofilo per confessarmi e alleviare i sensi di colpa che voi mi avete messo in testa, io che non voglio vedere appeso da nessuna parte la rappresentazione del cadavere dell’uomo che si sarebbe sacrificato per voi, sadici senza rispetto che non siete altro, io amo il prossimo come me stesso, e voglio che possa vivere nelle condizioni migliori possibili, così come voglio vivere nelle condizioni migliori possibili io stesso.
E voi che votate questa gente, che supportate questo regime mediatico dallo slogan facile manco fossimo allo stadio, voi che seguite come pecore i dettami imposti da una casta di persone che vivono nel lusso in uno stato dentro Roma, voi che siete il motivo perchè abbiamo il Grande Fratello, Uomini e donne e studio aperto, voi che avete il cervello troppo piccolo, gli occhi troppo chiusi, o siete in malafede, voi.
Voi mi fate schifo al cazzo.
L’altro giorno ho preso a pugni un tizio. Si, insomma gli ho dato un unico pugno perché stava cacando troppo il cazzo per un motivo stupidissimo e questi è andato via scappando.
Niente di interessante o particolarmente spassoso.
Se non fosse che è la prima volta in vita mia che prendo a mazzate qualcuno che non sia mio fratello (che comunque non sono io che gliele do, è lui che se le tira).
A parte quella volta in cui provai a togliere dal creato quello che crescendo è diventato uno dei più famosi spacciatori del mio paesello e che ora si sarà perso nelle carceri di boh, o forse ha smesso di essere un personaggio pubblico e io non so più che fine ha fatto.
Lo chiameremo Sino Spadino ed è sempre stato un cacaminchia di prima qualità, famoso in tutta la contea di Cisterville.
Per una di quelle ricorrenze cristiane che quando sei piccolo contano qualcosa e quando cresci vorresti che si festeggiassero ogni quattro anni come i mondiali (nessuno vuole arrivare ai trent’anni, vogliamo tutti restare maravigliosi vent’enni)(tranne chi non è un maraviglioso vent’enne manco a vent’anni. ma cazzi suoi)
per una di queste ricorrenze, dicevo, mi regalarono un corso di chitarra. Chè io sono sempre stato appassionato di musica suonata e dovevo dare sfogo al mio innato talento.
Questo corso ebbi la fortuna di condividerlo con Sino Spadino.
Ricordo anche, nota a margine, che mi regalò il corso il morsetto di mia zia, che poi si lasciarono, e che corso e chitarra me li dovette pagare papà Niki.
Forse ricordo male e la chitarra me la regalò qualcuno e il corso lo pagò davvero il fidanzato di mia zia, ma pensare che ha dovuto pagare tutto Niki mi fa ridere di più.
Per tutta la durata del corso, durante il quale ebbi la fortuna di imparare canzoni memorabili come Le gote rosse gli occhi azzurri e poi, E quella tua maglietta fina che io mi immaginavo tutto, Io il gatto tu la volpe siamo in società e robe così, robe serie, che tu ti vedi già con la camicia aperta e i piedi scalzi che suoni e canti la chitarra in riva al mare con un falò di sottofondo e tutte le ragazze bionde e bellissime nella loro gioventù ti guardano con occhi sognanti perché sei un figo davvero romantico e tu mentre canti pensi se la biondina più carina si accolla un anal schietto (cit.) o se farà troppi problemi.
Non ricordo più dov’ero prima di immaginarmi a cantare in spiaggia, ma comunque (attenzione, spoiler) non sono mai diventato quello che suona la chitarra della compagnia quindi era comunque un discorso useless.
Ah, si, durante il corso succede che Sino Spadino approfitta di ogni occasione per darmi la morte: insulti, minacce, prese per culo e ischerzi vari.
Oltre al fatto che rallentava incredibilmente lo svolgimento delle lezioni, dunque, minacciava anche la mia carriera di suonatore di chitarra in riva al mare.
Una sera di carnevale, quando tutti si vestono da qualcosa che possa portare un bastone per scontrarsi con i clan rivali a furia di bastonate e schiuma negli occhi, c’era Sino Spadino che continuava a raggiungermi di soppiatto per svuotare la sua bomboletta di schiuma nei miei poveri occhietti.
Ora, facile fare la guerra se hai un negozio che vende proprio le bombolette di schiuma mentre io dovevo arrangiarmi con le cinquemilalire che rubavo a papà.
Le cinquemilalire le rubavo sempre a papà, che lui non se ne accorgeva mai. Aveva i soldi riposti con cura nelle tasche di qualsiasi giubbotto indossasse.
E io che ero ancora acerbo pensavo fosse ricchissimo e quindi non gli servivano quelle cinquemilalire, che tanto se gliele chiedevo mi diceva no. O mi dava un ceffone. Probabilmente mi dava un ceffone e poi mi diceva “non ho capito che mi hai chiesto”. Così poteva darmene un altro. Eroo.
Poi sono cresciuto e non voglio fare figli perché ho il terrore che questi mi rubino le 5 euro. Che io adesso l’ho capito che papà non era ricchissimo, è solo che è distratto. Io lascio soldi in ogni dove e mi scordo di averli, poi capita che improvvisamente viene a piovere e devo mettermi il giubbotto quello con il cappuccio che non metto mai. E mentre cammino cupo e incazzato con il mondo perché piove trovo 5 euro nelle tasche e allora esulto da solo come un ritardato. Ci tengo a quelle 5 euro.
A mamma, invece, non ho mai rubato neanche duecentolire. A parte che i portafogli femminili sono pieni di scomparti e scompartini che mi ci perdevo a girarlo tutto e ogni volta dovevo capire dove si tenevano gli spiccioli e dove i soldi veri, ma vabè, tanto mamma si incazzava lo stesso che qualcuno (qualcuno a casa mia voleva dire Claudio) le aveva rubato dei soldi.
Ok, si parlava di Sino Spadino che mi riempiva gli occhi di schiuma di carnevale. Lo fece per tutta la serata, di soppiatto. Come un ninja.
Ma poi ebbe la sciagurata idea di farsi vedere mentre caricava, così lo inseguii per tutta la pineta (storica villa del mio paese) brandendo un bastone di ferro con la punta in cartastagnola (ero vestito da negro)(quei negri cannibali dell’Africa) finchè non riuscii a raggiungerlo, neutralizzarlo e riempirlo di bastonate pensando al fatto che per colpa sua non avrei mai scoperto se la biondina che mi avrebbe guardato con occhi sognanti mi avrebbe dato il culo.
Vale la pena riesumare questo coso per linkarvi questo articolo maraviglioso.
con immutata stima
C.
Secondo me claudio a cisternino è un po’ una figura avvolta dalla mitologia e dal mistero, quello che è andato a milano a lavorare coi computer (a cisternino nella mia testa ci sono solo pugliesi, sassi e a livello tecnologico siamo alle radio a galena, per cui tutti pensano che i computer siano ancora grandi come una stanza con tutti i bottoni colorati con claudio in camice che corre da un lato all’altro a spostar leve, manopole, estrarre minuscole strisce stampate a numeretti fitti fitti, leggerle scuotendo la testa tornando poi a saltellare qui e là) e ha fatto i soldi assorbendo gli usi e i costumi del nebuloso nord, tanto che non gli si sente neanche più l’accento. che ogni tanto torna anche giù coi vecchi amici a farsi i cannoni e a parlare dei vecchi tempi quando si giocava a calcio coi sassi (che quando uno prendeva il palo lo sbocciava via ed era un casino perchè non si capiva più qual era il palo e quale la palla) e che tutte le ragazze si pentono di non essersi fatte ora che è uno scienziato famoso (“lavora a milano. coi computer!”). e poi niente, appena scompare l’ultimo sole della settimana torna via con la sua rombante moto che chissà che meccanismi computereschi ci ha montato dentro che neanche supercar, lui che sa fare ste cose e tutti lo pensano con un po’ di nostalgia tornando alla vita di tutti i giorni.
o più probabilmente nessuno se lo incula, ma a me piace più pensarla nell’altro modo.
[Via Lo Zio Phil]
Al volo.
Domani sera parto con la mia fidata motorella.
Mi sparo 8 ore di bollino rosso/nero sulla A14 a 160 km/h sulla corsia di emergenza, lascio la moto a casa dei miei, rubo lo Zip di mio fratello e vado a mare con mia sorella.
Fino al 24 agosto non voglio sentire parlare di internets manco per sbaglio. ve lo dico subito.
Che poi stavo pensando che in una canna è il tabacco che è illegale.
Che è quello che multinazionali producono con gran profitto lucrando sulle debolezze delle genti. Che uno se ne accorge e si dice “Diocane che coglione che sono. mi sto pagando pure l’unica cosa che è sicura per tutti: la morte. Ma vabè, questa che mi sto per fumare è l’ultima, dai.”
Che fra l’altro è una gran rottura di coglioni perchè a te piace ma cristo santo devi farlo pure con 40 gradi all’ombra, devi farlo pure se fuori diluvia e ovviamente dentro non puoi fumare, devi guardarti tutto il film in un cinema non vedendo l’ora che finisca per fumarti una cazzo di paglia. E nagari il film ti piaceva pure!
Ma lo stato lì ci mette un costosissimo bollino e ci guadagna come se le avesse fatte egli. il maiale. E lo fa pure su quella criminalata che sempre sia lodata degli alcoolici. E sui cd che la gente si vuole solo masterizzare in pace. E quindi ti tieni il tabacco delle sigarette, ti tieni i rumeni (eh si cazzo, lo fanno per lavoro. l’ho visto con questi miei due occhi) che falciano la gente ubriachi (loro, non la gente), e ti tieni i Tokyo Hotel che possono fare i maledetti dischi che poi la gente li ascolta, diventa scema e li butta dal finestrino in autostrada. Poi succede che un poliziotto spara per caso, becca il cd e il proiettile ammazza un giovinotto ultras che stava minacciosamente dormendo in macchina. Eh, oh.
E quindi niente, tu non puoi parlare con gli anziani di alta scienza fumando erba come nelle migliori canzoni reggae che mette nella denz oronzo b. E questo mi rende triste, che cazzo.
o no?
(si, oronzo b è scritto in grassetto perchè lo fa sembrare più negro, non perchè io stia dicendo che è grasso)
E’ da una settimana che ho casa pulita e i piatti sempre lavati.
E la mattina quando mi sveglio mi faccio addirittura il letto. per non parlare delle magliette piegate e messe al loro giusto posto, cristo santo. La casa di un uomo da sposare, proprio.
Mi sembra di andare a dormire a casa di un altro, da settimana prossima me ne torno a casa mia, va
Dopo soli 4 anni di ardentissimo desiderio e profondissima pena ho messo finalmente le mani su un destriero meccanico a due ruote.
ho comprato una neked 650cc che non vi dico il modello perchè basta che lurkate moar.
Io non ci capisco ancora un cazzo di moto, ma chi me l’ha venduta pare l’abbia amata almeno quanto me, e dopo 3 anni di vita e 16mila km è ancora come nuova nuovissima.
Sono andato a prenderla venerdì scorso, con l’esperienza alla guida della moto che ha mio fratello con l’uso dell’italiano, berlusconi con l’apprezzare il lavoro della magistratura, il milan con il vendere i grandi campioni in piena attività ecc ecc. (avevo fatto due guide appena, di cui una era per insegnarmi quali sono le ruote e qual’è il muso)
Gallarate-Milano non è lunghissima, ma sono comunque più di 40km che sono tantissimi per chi al massimo ha portato un 50ino in vita sua.
Così mi ci sono accovacciato affianco come fa valentino rossi prima della gara e gli ho detto che gli tagliavo il tubo della benzina se non mi portava a casa.
E siccome lei l’aveva già fatta la strada, doveva anche darmi indicazioni chè io sapevo giusto che dopo Gallarate c’è Legnano.
La motoretta mi dice che ha capito e siamo d’accordo che lei è la più figa ma io comando e pago da bere quindi faccia poco la fessa e tutto andrà per il meglio.
Le indicazioni per uscire da Gallarate che mi ha dato il ragazzo che mi ha venduto la moto (che salutiamo perchè ci legge da casa chè il mio blog piace a tutti proprio come bob marley (cit.) ) erano semplicissime; pronti-via e sbaglio strada facendo nuovamente il giro dell’isolato e ritrovandomi al punto di prima.
Vabè può capitare. sono nuovo del posto.
Insomma, a farla breve ci ho messo il doppio del tempo per fare la strada di ritorno, posso vantare di aver fatto affogare e spegnere la moto 31 volte per colpa di altrettanti semafori, di aver sbagliato strada in paesi come Castellanza e Olgiate Olona e di aver fatto svolte, controsvolte e inversioni a U sulla strada del Sempione che è tutta dritta fino a Milano.
Ah si, nel mio top score c’è anche una partenza impennando per aver dato troppo gas in partenza. Che poi vi è da scrivere un romanzo sul fatto che se parti impennando perdendo come minimo altri dieci anni di vita, la prima cosa che ti viene in mente di fare è accelerare ancora di più per fare passare in fretta questo sciagurato momento: ma sono rimasto in sella e casey stoner mi fa una pippa NO HOMO.
Arrivato a Milano ho sperimentato al volo la pazienza e la gentilezza che hanno i medeghini al volante: scattato il verde non avevo il tempo di mettere la prima che in dieci suonavano per dirmi di partire. E NON LO VEDI CHE SONO UN IMBRANATO DI MERDA, CHE LA MOTO SI E’ SPENTA E CHE SE CONTINUI A SUONARE COME UN COGLIONE TI LANCIO IL CASCO E ME NE TORNO A CASA PIANGENDO?
A PIEDI.
E niente, con mia grande meraviglia ho scoperto che so orientarmi alla grande dentro milano e non ho ancora sperimentato quella sensazione che ho provato tutte le volte che ho preso la macchina dentro sta cazzo di città che faceva si che io mi ritrovassi in zona fiera o san siro anche se volevo fare da san babila a porta venezia…
Inutile parlarvi di quanto siamo fighi io e la mia errina in completo nero che tutte le regazzine trattengono il fiato quando ci vedono passare rombando (chiedete a gianni pierino com’è quando con un colpetto di acceleratore passi da 20km/h a 70 in mezzo secondo che ti sembra che stai per volare).
Come lunedì che arrivo a lavoro e parcheggio la moto davanti ad Intimissimi.
C’erano le commesse che mi guardavano che sicuro volevano fare sesso selvaggio a 170 in autostrada, lo conosco bene quello sguardo; viziosette.
Allora fermo la moto, metto in folle, mi tolgo il casco lasciando che il vento mi scompigliasse la chioma, sposto la moto un po’ più avanti che era troppo in mezzo al marciapiede, becco un mattoncino fuori posto, la ruota si blocca, la moto si sbilancia, 200 kg sono tanti e cadiamo come due coglioni da fermi. Io faccio a tempo a spostarmi e resto in piedi, la moto si sdraia esponendomi al pubblico ludibrio.
Ho temuto di dover chiedere aiuto alle commesse di intimissimi per rialzarla.